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Pessime notizie per questi cittadini che a partire dal mese di agosto si troveranno con quasi 300 euro in meno. Cosa ha deciso il governo.

Non bastavano il caro vita e gli aumenti in bolletta. A partire da agosto questi cittadini dovranno fare i conti con quasi 300 euro in meno. Un ammanco non da poco per chi già deve pensare a come fronteggiare i rincari degli ultimi mesi. Le bollette di luce e gas sono tornate a fare paura, con tariffe aumentate di centinaia di euro. 

Ma non è tutto: anche riempire il carrello della spesa costa di più agli italiani. Si stima che tra tariffe maggiorate delle bollette e aumenti dei prezzi dei beni alimentari le famiglie italiane saranno costrette a spendere tra i 526 e i 716 euro in più all’anno. Insomma, nulla di cui felicitarsi. Ad agosto questi cittadini dovranno fare a meno anche di una cifra vicina ai 300 euro. 

300 euro in meno ad agosto per questi cittadini

Non ci sono buone notizie per i pensionati. Con le regole volute dal governo sull’acconto Irpef per il 2025 avranno fino a 260 euro in meno sull’assegno. Tutto nasce da uno strano meccanismo in sede di dichiarazione dei redditi. I contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi devono infatti versare le imposte in due momenti.

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Questi cittadini avranno 300 euro in meno da agosto
Non ci sono belle novità per i pensionati – diritto-lavoro.com

Il primo riguarda il saldo relativo all’anno della dichiarazione, mentre il secondo è l’acconto per l’anno successivo (rispettivamente 2024 e 2025), che a seconda dell’importo andrà pagato in una o due rate. Gli importi a debito saranno direttamente trattenuti dal cedolino della pensione a partire dal mese di agosto. 

Come noto la riforma fiscale del 2024 ha introdotto tre scaglioni al posto dei quattro applicati in precedenza. Per quanto riguarda l’acconto Irpef di quest’anno si applicherà però ancora il meccanismo dei quattro vecchi scaglioni. Questo penalizzerà gli assegni nella fascia di reddito tra 15 mila e 28 mila euro, che dovranno pagare un 2% in più di imposte.

Questo 2% in più corrisponde a un massimo di 260 euro. Con l’acconto potrebbe esserci una trattenuta fino a un massimo di 260 euro o comunque la riduzione di un eventuale rimborso. Il calcolo dell’importo a debito non è complicato. Sarà sufficiente considerare il proprio reddito e prendere la porzione tra 15 mila e 28 mila euro.

Su questa bisognerà calcolare il 2%. Su un reddito di 18 mila euro parliamo di 60 euro, che arrivano a 260 euro una volta raggiunti o superati i 28 mila euro. La buona notizia è che questi soldi non andranno perduti. Saranno comunque restituiti con la dichiarazione dei redditi del 2026, con il conguaglio del saldo dell’anno precedente. 

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